Siracusa è la città grande di questo pezzo di Sicilia, ed è abbastanza vicina a Noto Marina da essere una gita di giornata comoda. Il consiglio, però, è di non trattarla come una tappa da spuntare: Siracusa sono almeno due visite distinte, e vale la pena decidere in anticipo quale delle due si vuole fare bene.
Ortigia: la città sull'isola
Ortigia è il nucleo antico di Siracusa, un'isola collegata alla terraferma da ponti. È un centro storico compatto, con le vie strette che sbucano all'improvviso sul mare, e si visita solo a piedi.
Il cuore è Piazza Duomo: uno spazio allungato, pavimentato in pietra chiara, delimitato da facciate barocche e chiuso dal Duomo. La particolarità del Duomo si vede meglio dai fianchi che dalla facciata: la chiesa è costruita dentro un tempio greco, e le colonne doriche originali sono ancora inglobate nelle murature. È uno di quei casi in cui venticinque secoli di storia stanno letteralmente uno dentro l'altro.
Il resto di Ortigia si gira senza mappa: il lungomare, le vie dei mercati la mattina, gli scorci sul porto. Chi ha tempo può fermarsi alla fonte Aretusa, che con i suoi papiri è una delle immagini più note della città.
Il parco archeologico della Neapolis
L'altra Siracusa è quella archeologica, sulla terraferma: il parco della Neapolis, con il teatro greco, l'anfiteatro romano e le latomie — le antiche cave di pietra diventate giardini incassati. È una visita di un paio d'ore, quasi tutta all'aperto e in gran parte senza ombra, quindi d'estate va programmata sulle ore giuste.
Come organizzare la giornata
La formula che funziona meglio d'estate è questa: partire presto, dedicare la mattina al parco archeologico finché il caldo è sopportabile, fermarsi per il pranzo, e passare il pomeriggio e la sera a Ortigia, che dà il meglio con la luce bassa. In primavera e in autunno l'ordine può tranquillamente invertirsi.
Per il parcheggio, la regola è la stessa di tutti i centri storici: non provare a entrare in Ortigia in auto. Conviene lasciarla nelle aree di sosta all'ingresso dell'isola o sulla terraferma e proseguire a piedi — si perde meno tempo che cercando un posto lungo le vie strette.
Il rientro verso Noto Marina si fa comodamente in serata: è la parte che rende Siracusa una gita e non una trasferta.
Quanto tempo serve davvero
Se si ha una sola giornata, la scelta onesta è una: o Ortigia o il parco archeologico. Farle entrambe di corsa significa uscire dalla giornata con la sensazione di aver camminato molto e visto poco. Ortigia è la scelta più adatta a chi vuole passeggiare, mangiare bene e stare sul mare; il parco è la scelta di chi ha un interesse specifico per l'archeologia.
Chi ha due giornate può permettersi di dividerle davvero, magari a distanza di qualche giorno: la seconda visita rende molto più della prima, perché si sa già dove si va.
Il mercato e le ore giuste
Uno dei momenti migliori a Ortigia è la mattina, quando le vie del mercato sono attive. È anche il modo più diretto per capire cosa produce questa parte di Sicilia: pesce, agrumi, ortaggi, mandorle. Chi soggiorna in una casa con cucina può fare la spesa qui e cucinarla la sera stessa.
Le ore centrali del pomeriggio, in estate, sono le meno interessanti: molte attività chiudono e le vie esposte diventano roventi. Il ritmo giusto è quello locale: mattina attiva, pausa, ripresa nel tardo pomeriggio.
La sera Ortigia si accende ed è il momento in cui la maggior parte dei visitatori la ricorda: le facciate illuminate, il lungomare, le vie che si riempiono. Se si deve scegliere una sola parte della giornata, questa è quella che rende di più.
Una casa tranquilla dopo la città
Overlookingsea è a Noto Marina, con giardino privato e due verande: il posto giusto in cui rientrare dopo una giornata a Siracusa.