A poca distanza dall'entroterra di Noto e di Avola si apre una delle formazioni naturali più impressionanti della Sicilia sud-orientale: la Riserva Naturale Orientata Cavagrande del Cassibile. È un canyon profondo, scavato nei secoli dal fiume Cassibile, che taglia l'altopiano calcareo per chilometri.
I laghetti sul fondo
Sul fondo della gola il fiume forma una serie di laghetti d'acqua dolce, incastonati fra le pareti di roccia e la vegetazione. Sono lo scenario che ha reso famosa la riserva e il motivo per cui molti visitatori scendono fin laggiù: acqua verde, rocce lisce, e un silenzio che a quella profondità è quasi totale.
La discesa, però, è la parte seria della giornata. Si scende lungo sentieri ripidi scavati nella roccia e si risale per la stessa via: significa che la fatica maggiore arriva alla fine, quando si è già stanchi e fa più caldo. Non è un'escursione da improvvisare in infradito.
Accessi e regole: verificare sempre prima
Questo è il punto più importante dell'articolo. Gli accessi alla riserva sono cambiati più volte nel tempo: alcuni sentieri sono stati chiusi per motivi di sicurezza dopo gli incendi e i dissesti, altri sono stati riaperti dopo lavori di messa in sicurezza, ed è stato introdotto un biglietto d'ingresso presso i punti di accesso.
Cosa portare
Scarpe da trekking con suola scolpita, non scarpe da ginnastica lisce: il fondo è roccioso e in alcuni punti scivoloso. Acqua in quantità, molto più di quanta se ne porterebbe per una passeggiata normale, perché la risalita è il tratto in cui serve davvero. Cappello, crema solare e qualcosa da mangiare completano il minimo indispensabile.
Vale anche la regola generale delle escursioni in ambiente naturale: partire presto, dire a qualcuno dove si va, e rinunciare senza rimpianti se le condizioni non sono quelle giuste. Il canyon non scappa.
Un'alternativa più leggera
Chi non se la sente della discesa può comunque affacciarsi dai punti panoramici in alto, che offrono la vista d'insieme sulla gola: è un'esperienza diversa ma non minore, e costa un decimo della fatica. Da Overlookingsea è una gita di mezza giornata, che si abbina bene a una sosta nell'entroterra.
Quando andarci
La stagione giusta per il canyon è quella intermedia: primavera e inizio autunno. In quei mesi la temperatura rende la risalita sostenibile e il fiume ha ancora abbastanza acqua da giustificare la discesa. In pieno agosto, invece, il caldo trasforma il ritorno in una prova seria, e i tratti esposti della parete non offrono riparo.
L'inverno è la stagione in cui il paesaggio è più verde, ma anche quella in cui il fondo è più scivoloso e le giornate sono più corte: se si scende, bisogna calcolare il ritorno con largo anticipo sul tramonto.
Perché vale comunque la deviazione
Anche senza la discesa, il canyon è una delle cose più sorprendenti di questa parte di Sicilia: non ci si aspetta, dopo chilometri di altopiano piatto e muretti a secco, che il terreno si apra all'improvviso in una gola profonda. È un'immagine che ridimensiona l'idea di una Sicilia sud-orientale fatta solo di mare e barocco.
Per chi soggiorna sulla costa, la gita si incastra bene in una giornata di vento, quando la spiaggia rende meno. Si parte la mattina, si passa la giornata nell'entroterra e si rientra la sera: il contrasto fra le due metà della giornata è parte del motivo per cui questo territorio funziona come base di vacanza.
Rientra dal canyon in una casa con giardino
Overlookingsea è una casa vacanze indipendente a Noto Marina: dopo una giornata di sentieri, il giardino privato e le due verande sono esattamente quello che serve.